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Leonardo e lo scenario commerciale di riferimento

I trend a livello macro-economico (misure monetarie espansive nell’Euro Zona con conseguente deprezzamento dell’Euro, riduzione del costo degli idrocarburi e delle materie prime, rallentamento generalizzato a livello globale dei tassi di crescita) si stanno consolidando. Si evidenzia nel mercato valutario un rafforzamento del Dollaro statunitense a fronte di una forte svalutazione del Rublo - arrivato nel 2016 al suo minimo – anche a causa dei mancati introiti nel bilancio federale russo dovuti al calo del prezzo del gas e alle sanzioni economiche per la situazione ucraina e di una svalutazione della Sterlina britannica, iniziata già nei mesi precedenti al referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016. Il valore del Dollaro, valuta di riferimento per il mercato aerospaziale, della Sterlina e dell’Euro hanno un impatto sulle aree di attività di Leonardo.

Per il 2017 si evidenziano aspettative di crescita degli investimenti pubblici con un potenziale effetto sulle aree di attività del Gruppo. Il perdurare della crisi in Ucraina e della minaccia terroristica sul continente europeo sostengono sia l’aumento ormai generalizzato del bilancio della difesa nei paesi NATO, sia le spese per la sicurezza interna negli Stati europei, potenzialmente obiettivo del terrorismo o interessati dal fenomeno dell’immigrazione di massa. La nuova amministrazione Trump e la maggioranza raggiunta dai Repubblicani al Congresso generano aspettative sulla crescita del bilancio della difesa degli Stati Uniti, con effetti attesi anche sugli Stati europei, ai quali si chiede maggiore impegno in ambito NATO. Nella regione Asia-Pacifico controversie su aree marittime contese, la politica di potenza cinese e la politica nucleare nordcoreana sostengono un forte riarmo dei paesi interessati, in particolare Australia, Corea del Sud, Giappone, Indonesia e Vietnam. In India, a causa delle tensioni geopolitiche, è cresciuto il bilancio della difesa che ha raggiunto $mld 51 nel 2016, elevando il Paese alla 4° posizione nelle spese per la difesa a livello globale, e si prevede che il bilancio raggiungerà i $mld 56,5 nel 2018. Il Medio Oriente continua ad essere considerato un mercato di rilievo per la difesa, sebbene in alcuni Stati esportatori di petrolio il calo delle entrate dovuto al crollo dei corsi del greggio stia creando problemi di bilancio e una pressione a ridurre/dilazionare gli investimenti per la Difesa. Ad esempio, sebbene l’Arabia Saudita rimanga uno dei top spender nella difesa, il calo dei proventi degli idrocarburi inizia ad avere un impatto sui bilanci pubblici, portando anche ad un bilanciamento tra spese sociali e spese militari, compresi i costi delle operazioni in Yemen e il contrasto allo Stato Islamico. Il ricorso alle riserve valutarie ed all’indebitamento non possono essere sostenuti nel lungo termine.

Complessivamente, il mercato mondiale dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza presenta un trend positivo con tassi di crescita medi annui che si attestano intorno al 3,2% per il prossimo decennio. Con riferimento allo scenario di breve periodo, i budget di spesa della difesa sono previsti in aumento (+1,4% tra il 2017 ed il 2020, con un valore medio annuo superiore ai €mld. 1.500), sostenuti soprattutto da alcuni Paesi, quali Arabia Saudita, Cina, Corea del Sud e India.

Con riferimento ai “mercati domestici” di Leonardo, gli Stati Uniti continuano ad essere il mercato più importante, con i maggiori programmi per sistemi di nuova generazione (aerei multiruolo, sistemi unmanned, sistemi integrati di comando, controllo e comunicazione, unità navali, ai quali si sta aggiungendo sempre più la cyber-warfare, i cui investimenti passano complessivamente da USDmld. 3,9 del 2013 a USDmld. 6,7 nel 2017).

Con l’amministrazione Trump si attende un aumento del bilancio per la difesa, potendo contare sul sostegno di un Congresso a maggioranza repubblicana, che dovrebbe superare la minoranza di membri repubblicani contrari ad aumenti della spesa federale. In campagna elettorale, il Presidente Trump ha affermato di essere contrario alla “sequestration” e al “Budget Control Act” per il Pentagono e di voler eliminare i limiti di spesa attraverso un “Restoring National Security Act”.

Sempre durante la campagna elettorale, Trump aveva annunciato un aumento di 90.000 soldati per lo US Army per un totale di 540.000 e di 100 aerei da combattimento in linea operativa per l’Aeronautica, portando il totale a 1.200. La Marina dovrebbe salire a 350 navi, e il corpo dei Marines passare da 24 a 36 battaglioni da combattimento. E’ previsto un potenziamento della capacità missilistiche soprattutto in ambito navale. Il Presidente Trump si è anche espresso in favore di un ammodernamento e potenziamento della “triade” nucleare basata su sottomarini lanciamissili balistici, missili basati a terra e bombardieri strategici. I relativi piani di rinnovamento sono peraltro già stati avviati durante l’Amministrazione Obama.

Il Presidente Trump ha anche richiesto all’industria una maggiore efficienza nel contenimento dei costi di sviluppo dei programmi, in particolare a Lockheed Martin per il F-35 e a Boeing per l’Air Force One. A Boeing è stato anche richiesto di presentare proposte per un F-18 E/F aggiornato per creare concorrenza o esercitare pressioni sull’ F-35. Analoghe critiche sono state rivolte all’industria cantieristica.

La nuova amministrazione ha intenzione di instaurare un nuovo rapporto con l’Industria, e gli Stati Uniti continueranno il processo di innovazione inaugurato dalla Defense Innovation Initiative allo scopo di mantenere il vantaggio tecnologico attraverso nuovi programmi di armamento mentre saranno rivisti, migliorati e resi più flessibili i processi di acquisizione del DoD (Deparment of Defence).

Nel Regno Unito la politica di difesa segue per ora le decisioni del documento programmatico della Difesa (SDSR 2015). Inoltre, la Spending Review del 2015, che ha introdotto tagli su gran parte del settore pubblico, ha al contrario stanziato fondi addizionali fino al 2021 per il bilancio difesa, tra cui il Joint Security Fund, fondi per operazioni militari e fondi per il contrasto al terrorismo e il potenziamento del Single Intelligence Account. Con il contributo di questi fondi addizionali, il bilancio difesa, per la prima volta dal 2010, avrà un aumento in termini reali del 3% negli anni fiscali dal 2015-16 al 2019-20, oltre a raggiungere l’obiettivo del 2% del Pil per la spesa militare richiesto dalla NATO. Nel novembre 2015 è stato annunciato un incremento degli investimenti di GBP 12 mld. (circa €mld. 16) portando a GBP 178 mld. la spesa complessiva per acquisizione di armamenti fino al 2026 nel quadro del programma decennale di pianificazione (Defence Equipment Plan). Tuttavia, questi stanziamenti sono stati previsti prima del referendum sulla Brexit: gli effetti della Brexit sul Pil – finora poco significativi – potrebbero essere significativi, in particolare sull’obiettivo di dedicare alla Difesa il 2% del Pil. Se il Pil britannico diminuirà, di conseguenza gli stanziamenti per la difesa si ridurranno, con la possibilità che alcuni programmi non vengano finanziati. Stesso effetto sarebbe causato da una congiuntura economica negativa. Secondo il governo britannico la Brexit dovrebbe portare ad un rafforzamento della cooperazione nella difesa con gli Stati Uniti; tuttavia il deprezzamento della Sterlina rispetto al Dollaro rende più oneroso l’acquisto di equipaggiamenti dagli Stati Uniti, così come il rapido deprezzamento negli ultimi mesi della Sterlina rispetto all’Euro ha reso necessario accelerare gli acquisti previsti da Paesi dell’Euro Zona. Per far fronte all’eventuale perdita di fondi comunitari per la ricerca, il Ministero Difesa ha in programma un investimento del Defence Investment Fund da GBP 800 milioni a sostegno della ricerca militare, ispirato al Defense Innovation Initiative statunitense, oltre ad ulteriori finanziamenti privati e degli enti locali.

La trasformazione del contesto internazionale avvenuta negli ultimi anni ha visto i Paesi NATO impegnati nella ridefinizione del concetto di difesa e sicurezza per essere operativamente più efficaci nell’affrontare i mutati scenari. Sul fronte degli investimenti questo ha comportato per i Paesi alleati, la necessità di interventi mirati volti a contrastare le nuove minacce, soprattutto in relazione alla capacità di (i) sorveglianza e scoperta (situation awareness), (ii) protezione, (iii) maggiore interoperabilità tra mezzi e risorse schierati in teatro operativo e (iv) prontezza di risposta dello “strumento militare” di proiezione (force projection). In parallelo, sul fronte della riduzione dei costi operativi, svariati Paesi alleati hanno avviato riforme strutturali delle rispettive organizzazioni , molte delle quali tuttora in corso di attuazione.

L’Unione Europea è attualmente la regione del mondo che si trova più di ogni altra vicina a molteplici situazioni di persistente crisi, quali l’Ucraina, la guerra civile in Libia, lo “Stato Islamico” tra Turchia, Siria e Iraq, a cui si sommano le criticità connesse al controllo delle frontiere marittime e terrestri soggette ad un inarrestabile flusso migratorio dalle zone di crisi, mentre continuano gli attentati terroristici nelle città europee. La minaccia verso l’Europa è sia di natura convenzionale, un’aggressione o un attacco “cinetico” verso uno Stato sovrano, sia di natura ibrida. La Guerra ibrida, consiste nell’utilizzo di metodi di guerra non tradizionali come propaganda, attacchi informatici e uso di milizie paramilitari non direttamente riconducibili al paese aggressore, che rendono difficile il “naming and shaming” dell’aggressore. La NATO considera poi con crescente attenzione gli scenari conflittuali “convenzionali” ad alta intensità e ad elevato livello tecnologico.

In Polonia, dopo una flessione nel 2016, è prevista una crescita del 4,5% fino al 2020. Il governo polacco sostiene la spesa per la difesa sia per motivi di sicurezza nazionale, sia di crescita economica. La Polonia è uno dei pochi Paesi ad aver fissato per legge l’ammontare del bilancio della difesa ad una quota di almeno il 2% del Pil dell’anno precedente, in linea con gli obiettivi NATO. E’ stato varato inoltre un ambizioso piano di ammodernamento delle Forze Armate dal 2013 al 2022. Per la prima fase 2013-2016, il Piano ammonta a Zlt 130 mld. (circa €mld. 32), con una spesa annuale pari al 20% del bilancio difesa. Quest’anno il piano è entrato nella seconda fase, dal 2017 al 2022, con una spesa prevista di Zlt 273 mld. (circa € 68 mld.) per i cinque anni considerati. Il nuovo governo polacco potrebbe anche aumentare gli stanziamenti, perché ritiene che i fondi previsti non tengono in considerazione i costi di supporto e mantenimento dei programmi. Il governo ha anche avviato una riorganizzazione delle strutture della difesa, in particolare per quanto riguarda gli enti preposti all’acquisizione e gestione degli armamenti e avviato una revisione dei programmi assegnati negli ultimi due anni.

L’Italia presenta una spesa per investimenti sostanzialmente stabile, intorno a €mld. 4,5 annui, inclusi i fondi del Ministero per lo Sviluppo Economico e quelli della Legge Navale. Negli ultimi mesi Leonardo ha firmato importanti contratti con la Direzione Armamenti Aeronautici e Aeronavigabilità del Ministero della Difesa per il primo lotto di 5 velivoli M-345 HET per l’Aeronautica Militare, con consegne nel 2019, velivolo che andrà ad equipaggiare anche la P.A.N. “Frecce Tricolori”, e per l’avvio dello sviluppo e consegna, dal 2021, del nuovo elicottero da esplorazione e scorta (NEES) dell’Esercito italiano, in sostituzione degli AW129D che saranno radiati a partire dal 2025 dopo 35 anni di servizio. Inoltre, nel 2017, Leonardo consegnerà all’Esercito Italiano la nuova blindo Centauro 2 per le forze medie. Si segnala anche il rinnovato interesse per la difesa cibernetica, in linea con le tendenze in atto nei maggiori Paesi. Il Libro Bianco della difesa e sicurezza ha previsto infatti l’istituzione di un Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche, che è in via di formazione e rappresenta una ulteriore opportunità per Leonardo.

Analisi per Settore di business 

Aeronautica

  • Il mercato dell’aeronautica civile, con un valore complessivo di mercato di circa €mld. 1.600 per i prossimi 10 anni, conferma un trend di crescita contenuto che si attesta intorno ad un valore del 2,5% medio annuo. La domanda è trainata soprattutto dai Paesi dell’Asia e del Medio Oriente ed è influenzato da alcune dinamiche di natura macro-economica e tecnologica (i.e. maggiore solidità economica delle principali aerolinee favorita dal basso costo dei carburanti, progressiva disponibilità di nuove soluzioni tecnologiche e materiali avanzati, necessità di sostituire velivoli di precedente generazione meno efficienti). I velivoli commerciali, Narrow e Wide Body rappresentano oltre 80% del mercato totale. La domanda dei velivoli narrow body è principalmente legata all’andamento dell’economia globale ed al lancio delle versioni ri-motorizzate della famiglia Airbus A320 NEO e B737 Max, in attesa del lancio di nuovi programmi per sostituire questi velivoli, previsti non prima del prossimo decennio. La crescita dei velivoli wide body è connessa all’Airbus A350 ed al ramp-up del Boeing B787, mentre i ritmi di produzione dell’A380, del B777 e del B747 si stanno drasticamente riducendo. Nel 2016 si è avuta una contrazione degli ordini, se confrontati con gli anni precedenti, con un mancato raggiungimento del target di ordini previsto da parte sia di Boeing che di Airbus, un Book to bill ratio inferiore a 1 (ordini rispetto alle consegne fatturate) per Boeing. Potrebbe essere l’inizio di una ciclicità negativa, anche dovuta al perdurante basso costo del carburante e al mutamento dei fondamentali economici. In particolare, rallenta la domanda per aerei wide body, mentre tiene quella per i narrow body, prodotti con un margine ridotto. Per quanto riguarda gli aerei regionali, il comparto di maggior valore e dinamicità è quello dei velivoli con propulsione a reazione; tuttavia, gli aerei con propulsione turbo-elica, grazie ai costi di esercizio inferiori, mantengono un’importante nicchia applicativa. Per i prossimi anni, si prevede l’introduzione di una nuova generazione di velivoli per trasporto regionale, dotati di prestazioni superiori (raggio operativo, capacità di trasporto, velocità) a quelle degli aerei attualmente in servizio. Dal punto di vista industriale si assiste ad una politica più prudente da parte di alcuni prime contractor verso l’esternalizzazione di attività di progettazione e produzione di componenti strutturali, soprattutto in composito, ma il mercato della fornitura di aerostrutture in outsourcing manterrà tassi annui di crescita intorno al 2,5% nel prossimo decennio;
  • Il mercato degli aerei militari, anche a causa dello slittamento di alcuni importanti ordini di fornitura, presenta un interessante trend di crescita per i prossimi 10 anni (pur con forti ciclicità), con un valore complessivo delle nuove consegne intorno a €mld. 600 ed un tasso medio annuo di crescita di circa l’8%. Il comparto di maggiore rilevanza, in termini di numero consegne e relativo valore, è quello dei velivoli da combattimento, nel quale assumono grande importanza i programmi (i) JSF F-35 in fase di forte accelerazione produttiva, (ii) l’export del Rafale e dell’Eurofighter e, seppur in misura minore, (iii) il nuovo Gripen E/F. Anche il segmento dei velivoli da addestramento avanzato e quello dei velivoli da trasporto tattico, infine, saranno caratterizzati da interessanti prospettive evolutive, legate essenzialmente allo sviluppo di versioni armate degli stessi.
    Complessivamente, circa il 50% della domanda mondiale di velivoli militari - manned e unmanned - si concentrerà negli Stati Uniti ed in Europa Occidentale, dove continuano a risiedere le maggiori capacità tecnologiche ed industriali, pur in presenza di un progressivo (ma ancora limitato) processo di trasferimento tecnologico verso Paesi di nuova industrializzazione, sempre più interessati a sviluppare un’offerta proprietaria indigena; in particolare, numerosi paesi (Sud Corea, Turchia, Giappone, Cina) hanno in studio un nuovo aereo da combattimento. Spesso l’industria nazionale ha stretto alleanza con un partner (Lockheed Martin nel caso della Corea, mentre la Cina ha collaborato con il Pakistan e con la Russia) o ricerca un partner “tecnologico”( è il caso della Turchia, che ha scelto BAE Systems).
    A medio-lungo termine, interessanti prospettive in Europa potrebbero concretizzarsi attorno agli sviluppi collaborativi di velivoli senza pilota di una nuova generazione (UAS – Unmanned Aerial Systems) per applicazioni di sorveglianza strategica long-persistence, protezione e monitoraggio, ricognizione e combattimento. Le iniziative europee nel segmento sono rappresentate principalmente da: (i) la definition phase del MALE 2025, programma congiunto tra Airbus, Dassault e Leonardo, e (ii) lo studio di fattibilità anglo-francese FCAS per un futuro velivolo unmanned da combattimento, che vede coinvolte BAE Systems e Dassault con un ruolo di rilievo anche per Leonardo e Thales relativamente ai sensori di bordo e all’elettronica di missione. L’allargamento dell’impiego dei velivoli non pilotati anche al settore civile è collegato alla definizione, tuttora in corso, di normative per la navigazione sicura in spazi aerei non segregati, ma i progressi potranno essere significativi grazie al “traino” statunitense.

Elicotteri

Si conferma un mercato caratterizzato da qualche incertezza, prevalentemente legata al segmento Oil & Gas ed al comparto civile, seppure in moderata ripresa. Il valore di mercato complessivo (con riferimento alle consegne di nuovi elicotteri) è pari a circa €mld. 190, la cui dinamica è legata, oltre che alla citata ripresa del comparto civile, alla contestuale temporanea riduzione di quello militare per il completamento dei programmi in corso, principalmente negli Stati Uniti ed all’assenza di nuovi grandi programmi nel periodo considerato. In ambito civile la domanda continuerà a privilegiare velivoli con prestazioni più avanzate e costi operativi inferiori, soprattutto nel settore “Oil & Gas” attualmente condizionato dal calo del prezzo del greggio. Il comparto militare è invece fortemente dipendente dall’andamento del mercato americano, che ha presentato un picco di domanda nel 2014, dovuto ad importanti ordini per l’ammodernamento delle flotte , assegnati ad industrie nazionali. Tale comparto ha visto, inoltre, nel 2015 un importante consolidamento legato all’acquisizione di Sikorsky da parte di Lockheed Martin. Leonardo Divisione Elicotteri ha acquisito a fine 2016 il pieno controllo della società Sistemi Dinamici Spa, rafforzando il suo impegno nei sistemi unmanned. Si assisterà inoltre all’ingresso nel settore di nuovi players legato sia allo sviluppo di nuovi mercati (Corea del Sud, Turchia, India) che al diffondersi di nuove tecnologie: tiltrotor, compound e sistemi a pilotaggio remoto. Nei prossimi anni non sono previsti nuovi grandi programmi in ambito militare in Europa e negli Stati Uniti, in parte compensati dallo sviluppo della domanda nelle altre regioni. Tuttavia si segnala che a, medio-lungo termine, il programma americano JMR/FVL assumerà crescente importanza in quanto consentirà di sviluppare una nuova generazione di elicotteri capaci di soddisfare requisiti operativi molto avanzati (velocità, raggio d’azione, quota operativa). I dimostratori JMR di Lockheed Martin e Bell Textron voleranno nel corso del 2017.

Elettronica, Difesa e Sistemi di Sicurezza.

Il mercato dell’Elettronica per la Difesa mostra un valore complessivo nei dieci anni pari ad oltre 900 miliardi di euro, caratterizzato da un tasso di crescita pari a circa il 2%. I principali trend del Settore elettronico sono:

  • Sistemi Avionici e Spaziali: la crescente domanda di: (i) sistemi di guerra elettronica integrati sia per nuove piattaforme (F-35, J-11B/SU-27, etc ) sia per l’ammodernamento di piattaforme già in servizio, a causa dello slittamento di alcuni programmi per nuovi sistemi; (ii) nuovi radar da combattimento AESA (Active Electronic Scanned Array) per il Typhoon, Gripen e nuovi programmi quali F-35, il velivolo Cino/Russo J-11B/SU-27 e i nuovi aerei da combattimento “domestici” cinesi; (iii) sistemi di «Precision Strike Capability» (EO/IRST); (iv) sistemi di missione altamente performanti (Helmet Mounted Display e Glass Cockpit Suite); (v) sistemi di Comunicazioni Integrate per piattaforme pilotate e non; (vi) sistemi interoperabili per la sicurezza dello spazio aereo e la protezione delle forze ; (vii) soluzione integrate di Simulazione e Addestramento (Integrated Live, Virtual & Constructive);
  • Elettronica per la Difesa Terrestre e Navale: il mercato terrestre si caratterizza per una crescente domanda di: (i) soluzioni integrate ed interoperabili per la modernizzazione dei sistemi C4ISR anche attraverso la digitalizzazione del campo di battaglia e soluzioni di Network Centric Warfare (NCW); (ii) sistemi radar Active Electronically Scanned Array (AESA) «fast deployable» sia per la difesa aerea sia per il contrasto di minacce missilistiche Tactical Ballistic Missile (TBM); (iii) soluzioni Counter-IED (Improvised Explosive Device) per missioni di peace-keeping e peace-making; (iv) sistemi Radio Frequency (RF) facilmente integrabili in soluzioni di Comando e Controllo (C2), di Guerra Elettronica e di Comunicazioni. Il mercato Navale si caratterizza per una crescente domanda di (i) sistemi radar multi-funzionali a facce fisse o rotanti AESA per unità navali da combattimento e per la guerra anti-sommergibile; (ii) sistemi CMS e sensori per unità navali da pattugliamento costiero per missioni di contrasto al terrorismo e all’immigrazione illegale (iii) servizi di supporto logistico per le unità militari (Life Cycle Management);
  • Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni: il mercato mostra un valore complessivo nei dieci anni pari a circa 1.000 miliardi di euro, caratterizzato da un tasso di crescita pari a circa il 3%. I principali trend del Settore sono determinati dalla crescente necessità di (i) rendere più sicuri siti ed infrastrutture critiche (Energy & Utility, Oil & Gas, Aeroporti); (ii) monitorare sia i confini terrestri e marittimi; (iii) fornire servizi e soluzioni tesi a creare un ambiente informativo collaborativo ed interoperabile sia per le aziende operanti nel settore Difesa/Governativo che Industriale. La Cyber è trasversale a tutti i segmenti;
  • Sistemi di Difesa: Il mercato di riferimento mostra un valore complessivo, nei dieci anni, pari a circa €mld. 340 nei prossimi dieci anni, caratterizzato da un tasso di crescita pari a circa il 5%. Si stima che la componente terrestre di questo mercato crescerà complessivamente ad un tasso medio annuo superiore al 20%, principalmente per effetto della revisione dei requisiti tecnici delle Forze Armate dovuti all’evoluzione dello scenario operativo internazionale che vede la ripresa di conflitti di tipo convenzionale/ibridi. In tale ambito, alcuni segmenti (veicoli cingolati) saranno caratterizzati da tassi ancora più elevati (+33%). La componente navale è caratterizzata da tassi di crescita inferiori, stimabili intorno al 10% annuo. Il comparto dei veicoli ed armamenti terrestri mostra un valore complessivo di circa €mld. 80, nel breve termine i segmenti di business previsti con migliore trend di crescita sono quelli dei Veicoli Cingolati (soprattutto per la migliore impronta al suolo e la possibilità di operare su terreni difficili) e degli MBT (per la maggiore potenza da fuoco e migliore protezione). Nel segmento degli armamenti navali (valore nei dieci anni pari a €mld. 13) le maggiori opportunità sono legate allo sviluppo di sistemi di munizionamento guidato da impiegare soprattutto in operazioni littoral, in grado di garantire una accuratezza paragonabile a quella dei missili, ma con costi significativamente inferiori. Il segmento del munizionamento convenzionale mostra valori intorno a €mld. 27 nei prossimi dieci anni. A questo va aggiunta la stima del mercato del munizionamento guidato (impiego navale e terrestre) per circa €mld. 14 in 10 anni. Il segmento dei sistemi subacquei è valutato nei 10 anni in €mld. 20, all’interno del quale sono compresi i siluri pesanti (lanciabili da piattaforme navali), quelli leggeri (impiegati anche da piattaforme aeronautiche, soprattutto ad ala rotante) le contromisure anti-siluro (ATDS) e i sistemi sonar imbarcati su navi di superficie. Il mercato dei sistemi missilistici, infine, si presenta moderatamente in crescita, con un valore complessivo nei dieci anni intorno a €mld. 210. Il principale segmento applicativo è quello relativo ai sistemi per la difesa aerea, sia terrestri che imbarcati su piattaforme navali, per contrastare minacce aeree convenzionali e/o nucleari. La necessità di disporre di nuovi sistemi in grado di assicurare maggiore flessibilità di impiego e precisione nell’intercettazione e l’esigenza di protezione delle aree urbane e delle infrastrutture civili e militari di alto valore rappresentano i principali driver di questo mercato. Il mercato degli effectors per attacchi di superficie, sia da piattaforma aerea che navale, costituisce un’altra forte componente del mercato (25-30%) in crescita sia per la domanda di prodotti ad alte prestazioni e/o flessibili che per quella relativa a sistemi più convenzionali, ma richiesti in alti volumi e impiegati in grandi quantità nei conflitti in corso.

Spazio

La domanda nel settore dei sistemi e dei servizi spaziali mostra un valore complessivo, nei dieci anni, pari a €mld 970, dei quali circa il 60% riguarda le attività manifatturiere (satelliti e sonde, sistemi di lancio ed accesso allo spazio, infrastrutture orbitanti). Il settore presenta un trend di sviluppo diversificato, con tassi di crescita intorno all’ 1% per le attività manifatturiere sostenute da programmi di investimento governativi, sia civili che militari, e del 7% circa per i servizi. La componente privata degli investimenti del settore continua a riguardare in prevalenza la sostituzione degli asset in orbita degli operatori satellitari, benché alcune iniziative promosse da start up o da nuovi entranti nel settore ed orientate alla realizzazione di infrastrutture innovative (tra cui spiccano le costellazioni di piccoli satelliti) stanno acquisendo sempre maggiore concretezza; da segnalare anche l’apertura a servizi offerti da società commerciali del trasporto spaziale e del rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale.

Lo sviluppo dell’industria continua a dipendere principalmente dai programmi istituzionali, promossi e gestiti dalle agenzie spaziali e dagli enti governativi sia nazionali (NASA, ASI, Difesa), sia internazionali (ESA, Unione Europea). La componente di domanda dei servizi spaziali di contro è generata prevalentemente dal settore commerciale, in particolare per le telecomunicazioni (TV Broadcasting, Broadband, servizi alla mobilità, …). A livello mondiale lo sviluppo delle capacità e delle infrastrutture spaziali rimane uno degli obiettivi prioritari per i Paesi emergenti, oltre che per quelli più sviluppati. Le politiche di sviluppo delle attività spaziali, da un lato privilegiano i programmi nazionali rivolti alla difesa o alla sicurezza, dall’altro puntano, attraverso l’istituzione di Agenzie Nazionali, a sviluppare competenze (anche grazie ad iniziative di trasferimento tecnologico) funzionali alla creazione di una propria industria nazionale. La continuità dei sistemi di telecomunicazioni strategiche sicure e, soprattutto, dei sistemi di osservazione, costituisce il core della domanda militare. La domanda istituzionale si basa inoltre sui programmi rivolti alle applicazioni scientifiche e di esplorazione, di meteorologia e di navigazione, basate anche sull’impiego di mini satelliti. Il comparto dei servizi spaziali vede una sempre maggiore verticalizzazione delle attività di telecomunicazione. In particolare si osserva, da parte degli operatori satellitari, l’integrazione della tradizionale attività di fornitura di capacità satellitare con la messa a disposizione degli utenti di sistemi integrati in grado di fornire servizi end-to-end, accanto a soluzioni applicative basate sull’acquisizione e l’elaborazione di dati provenienti da diverse fonti (satelliti, velivoli tradizionali ed unmanned, sistemi a terra) e diverse tecnologie (comunicazioni satellitari a banda larga, digitale terrestre, reti di comunicazione, ecc.).

Posizionamento competitivo di Leonardo

Con riferimento allo scenario di riferimento descritto, Leonardo ha l’obiettivo di rafforzare il proprio posizionamento in quei mercati caratterizzati da elevata attrattività e in cui il portafoglio di offerta può fare leva su specifici vantaggi competitivi. L’analisi del posizionamento competitivo attuale, valutato su queste due dimensioni (attrattività di mercato e capacità di penetrazione sul mercato del portafoglio), evidenzia le seguenti considerazioni applicabili ai singoli settori di business.

Aeronautica

Nel segmento degli aerei militari, l’Eurofighter si consolida sui mercati export, a seguito del contratto Kuwait e di nuovi sviluppi (ESCAN) che vanno a favorire l’incremento della capacità operativa e delle prestazioni, mentre nel comparto degli addestratori si conferma la leadership dell’M346, che ha sostenuto il lancio di nuove versioni e sviluppi (M346 Dual Role, M346 FA) e di nuovi modelli (M345 HET), nonché l’evoluzione dell’offerta verso sistemi di addestramento completi. Per il trasporto tattico, si evidenzia una ottimizzazione delle attività produttive a vantaggio di una maggiore competitività dei costi, con interessanti prospettive di nuovi sviluppi anche dual use. Nel segmento degli aerei civili si conferma la leadership di mercato per ATR nel segmento dei velivoli per il trasporto regionale, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento con un miglioramento continuo del prodotto e del customer support, mentre per le aerostrutture si colgono i risultati delle azioni finalizzate ad aumentare i ritorni industriali in un mercato che è attrattivo, con visibilità nel medio-lungo termine.

Elicotteri

Si conferma la leadership di prodotto nel segmento Intermediate degli Elicotteri civili/duali, con una crescita progressiva anche sui segmenti Light Intermediate e Medium, grazie al completamento del concetto di “famiglia di prodotti” (AW169, AW139 e AW189) e ponendo le basi al rafforzamento anche del segmento Light. In ambito militare, pur scontando la mancanza di grandi programmi di acquisizione sui mercati export, si registrano importanti successi commerciali nei mercati domestici, che vengono ulteriormente rinforzati da un’offerta completa di servizi e addestramento e dallo sviluppo del nuovo elicottero da esplorazione e scorta per l’Esercito Italiano (NEES) che utilizza i sistemi dinamici del AW149, in precedenza citato. In tale contesto un fattore critico di successo è l’arricchimento del portafoglio prodotti con lo sviluppo di nuove versioni, sfruttando soluzioni e tecnologie dual-use (AW169M, AW139M e convertiplano AW609) e sviluppando prodotti senza pilota e a pilotaggio opzionale.

Elettronica, Difesa e Sistemi di Sicurezza

Nell’ambito dei Sistemi Avionici e Spaziali è stata conquistata la leadership di alcuni segmenti, quali Radar ed Electronic Warfare, grazie ad importanti progetti collaborativi nei Paesi domestici, su cui fare leva per massimizzare la redditività e favorire l’espansione su mercati adiacenti e lo sbocco sui mercati internazionali. Nei Sistemi Navali e Sistemi di Difesa Leonardo ha beneficato di importanti sviluppi legati alla Legge Navale, che ha visto estendere ed aggiornare significativamente il portafoglio prodotti esistente e la complessiva capability di sistema, migliorando il posizionamento dell’azienda nei relativi segmenti di mercato. Nella Divisione Sicurezza delle Informazioni Leonardo si consolida nel ruolo di player internazionale nelle soluzioni di sicurezza del territorio e di protezione delle infrastrutture critiche, facendo leva sulle competenze di Comando e Controllo e si rafforza inoltre la posizione di operatore di riferimento nel settore Cyber Security, estendendo il business attraverso nuovi servizi, quali analytics & intelligence, ma anche attraverso lo sviluppo di soluzioni native “cyber embedded” all’interno dei prodotti proprietari.

Spazio

La presenza del Settore Spazio nel comparto dei servizi si realizza in mercati complessivamente in espansione per quanto riguarda le telecomunicazioni satellitari e i servizi di geo-informazione, mentre il segmento della gestione operativa dei sistemi presenta tassi di crescita più contenuti. Telespazio ha consolidato il proprio posizionamento in qualità di leader della gestione delle operazioni dei grandi sistemi europei, a partire dalla leadership detenuta in ambito nazionale. Lo scorso dicembre si è aggiudicata infatti la gara europea per la selezione del Galileo System Operator (GSOp) a valle di una competizione che l’ha vista confrontarsi con i principali operatori europei del settore. Nell’ambito delle telecomunicazioni, il posizionamento di Leonardo presenta opportunità di crescita legate all’offerta di servizi basati su sistemi satellitari ad alta capacità. Con riferimento al segmento della geo-informazione, le opportunità di miglioramento sono collegate al consolidamento del ruolo di fornitore di soluzioni applicative per i mercati verticali prioritari, in particolare le nuove applicazioni per scopi di difesa/sicurezza, che facciano leva sulle capacità della nuova generazione della costellazione Cosmo, e sullo sviluppo di infrastrutture / piattaforme di accesso dati.